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giovedì 4 febbraio 2010

La strana coppia



Purtroppo il nero non è poi così nero, la sacca della seppia non era proprio ben fornita, ma comunque buonissimo tutto perchè superfresco e di stagione...la cosa che non avevo mai provato era per l'appunto l'abbinamento seppie/carciofi dato che mia mamma è una purista e non ha mai osato mischiare cose di mare con cose di terra, io che però purista non sono ho pensato che poteva essere un buon sodalizio tra i due elementi e devo dire che così è stato...l'unica cosa un fuori stagione è la menta....le tagliatelle(300g semola di grano duro e 3 uova) sono quelle fresche, le ho fatte più spesse del solito altrimenti sarebbero risultate un viscide con questo condimento...ovviamente mia mamma neanche vorrebbe assaggiare, anzi vi dirò di più se sul menù avesse letto "nero di seppia e carciofi" avrebbe detto al cameriere "mi scusi ma io preferirei senza carciofi", il problema è che magari gradirebbe pure, ma è più forte di lei,nessuna novità a meno che non è una sua sperimentazione....che vita dura che mi aspetta a casa che per quanto lo desideri questa è la cosa che mi terrorizza di più e cioè cercare di continuare a cucinare e mangiare come voglio io nonostante mia mamma e la sua fin troppo buona cucina.....
per la salsa al nero:
2 spicchi d'aglio ridotti a purea
1seppia pulita, spellata e con la sacca del nero integra
vino bianco
olio evo
peperoncino
250 /300g circa di salsa di pomodoro preferibilmente fatta in casa
Soffriggere in olio evo l'aglio e il peperoncino, aggiungere la seppia tagliata a pezzetti e sfumare con vino bianco, aggiungere la salsa di pomodoro e infine la sacca del nero, far restringere un pochetto e tenere da parte.....
I carciofi non sono stati mischiati al condimento , ma aggiunti al piatto soltanto ala fine...sono stati mondati e tagliati a fette, sbollentati in acqua leggermente salata e saltati in padella con pepe, olio evo, menta e il sale necessario....

venerdì 29 gennaio 2010

Germogliamo??????


Questa ricetta risale a qualche mese fa, ma nonostante sia passato del tempo....faceva ancora molto caldo infatti, è una pasta di cui vado fiera, avvicinarsi alla cucina di un altro paese non è semplice anche perchè non sai mai (a meno che non l'hai provato) che sapore debba avere quello che stai preparando...e diciamoci la verità, in Cina o in Giappone pensate che realmente si cucina quello che cucinano i ristoranti asiatici sotto le nostre case?????Io credo di no...almeno forse qualcosa alla larga, ma in genere si seguono le tendenze di mercato per cui magari si tende ad occidentalizzare il cibo proprio per renderlo più piacevole ai nostri palati non abituati a quel tipo di dieta.....comunque, da poco ho scoperto una cosa fantastica e cioè il Miso con il quale si possono preparare dei brodi meravigliosi o delle zuppe... dopo aver letto un paio di etichette ho optato per questa marca mi sembrava la migliore dato che sulla confezione vi è scritto UMPASTEURISED il che significa che le proprietà degli enzimi ,termolabili, non hanno subito alterazioni dovuti ai processi di pastorizzazione....e non lasciatevi ingannare dalle marche da supermercato, potete trovare tanti pacchettini con delle buste monoporzione di "miso"...appena leggete la frase"dopo l'apertura della busta consumare il contenuto entro 2/3 giorni..." potete anche lasciarlo sullo scaffale...il miso essendo un prodotto ricco di sale si mantiene a lungo e quando dico a lungo intendo per molto tempo non per un paio di giorni, il miso inoltre è una pasta, sembra pongo e se è in busta magari un po liquida premuratevi di leggere gli ingredienti, vi accorgerete che oltre ad avere coloranti e "aromi" contiene anche estratti di pesci vari....anche in questo caso lasciate perdere, non è quello che stavate cercando, il miso è assolutamente vegetale...quindi la cosa migliore è recarsi in un negozio bio o in un'erboristeria ben fornita e dare un'occhiata attenta....insomma riprendiamo il filo....poi c'è la questione dei germogli, per ora va tanto di moda il Germogliatore...certo è un'arnese very cool, utile...ma costa sui 20 euri credo, e onestamente da piccoli tutti abbiamo fatto fatto germogliare le lenticchie...quindi qui potete trovare tutte le indicazioni necessarie per fare degli ottmi germogli o potete fare, se ne avete la voglia, come ho fatto io "all'antica" e cioè dopo aver tenuto a bagno i semi per una notte li ho messi sul cotone idrofilo umido e ho aspettato qualche giorno....ricordatevi che il miso va sciolto in acqua tiepida e quando lo usate per una pasta unitelo solo alla fine per saltarla....ho usato la Soba che è un tipo di pasta fatta con farina di grano saraceno con una consistenza ed un sapore veramente buono....ho sbollentato verdurine colorate, ho saltato la pasta con le verdure e il brodo di miso, ho pepato ed infine ho unito i germogli crudi...bunissimissimi questi germogli di lenticchie....e non preoccupatevi se qualcuno vi scambierà per pazzi vedendo i piattini con i semi...dopo aver assaggiato i germogli capiranno!!!!Mi raccomando evitate i germogli che trovate al banco verdura dei superm. chissà da quanto tempo stanno li, poca gente li compra, anche perchè in genere sono molto costosi rispetto al peso, e poi perchè il tempo di giacenza fa perdere tutte quelle proprietà meravigliose tipiche dei germogli appena colti....



giovedì 21 gennaio 2010

I ritagli e il riciclo....



Lo so che sono noiosa...ancora pasta, è vero, l'altra volta volevo fare un secondo (giuro): "ma non ho trovato l'agnello" e quindi ho ripiegato su un finger...stavolta per necessità e guidata dal buon senso del riciclo, ho usato salmone e tonno in piccoli pezzi, che mi sono avanzati da un sushi, degli scarti troppo piccoli per un maki ma ancora gustosi per una pasta, e dato che non avevo intenzione di buttarli, ne ho approfittato per fare questo ragù...ovviamente non è pranzo se non uso pasta fresca...ma alla fine me lo concedo, perchè solo nei giorni liberi posso cucinare quello che voglio e come voglio, quindi mi viene facile facile coccolarmi un pochettino...questi sono gli ultimi, confusi giorni maltesi, quindi si lavora di più, si pensa di più, ci si stressa di più, e ricominciare di nuovo diciamo che mi scombussola , e non poco, e così tutte le attese e le speranze, le preoccupazioni si fanno sempre più vicine, ma come sono solita fare guardo troppo avanti, e non mi rendo conto che le cose bisogna viverle giorno per giorno...altrimenti la testa mi si riempie di previsioni sbagliate...bene, momento tristezza a parte...ecco la ricetta della pasta:

300 g farina di semola di grano duro
3 uova
1 pizzico di sale
Impastare per bene e avvolgere la pasta nella pellicola e far riposare in frigo per una notte.

Per la conza (tutto è approssimativo):
salmone e tonno freschi tagliati al coltello come per una tartara
aglio
olio evo
finocchietto selvatico
bisque di gamberoni
(io l'avevo surgelata, ma per una salsetta veloce potete soffriggere qualche pomodorino in olio evo,sta bene uguale)
pistacchi tritati al coltello
sale e pepe
vino bianco

Far soffriggere l'aglio tritato e quasi ridotto ad una purea nell'olio evo, aggiungere il finocchietto e il ragù di pesce, sfumare con il vino e unire la bisque, aggiustare di sale e pepe, far restringere pochi minuti e togliere dal fuoco, quando la pasta sarà pronta saltarla nel condimento e cospargere di pistacchi tritati....

venerdì 15 gennaio 2010

Il carciofo di gerusalemme



Si sa che l'inverno è la stagione dei gusci, degli ortaggi accuratamente nascosti sottoterra, delle radici commestibili che in questo periodo danno il loro meglio, degli ortaggi chiusi quasi a formare un riccio per proteggersi dalle intemperie, e dato che qui il topinambur sembra abbondare e sembra piacere molto ai maltesi e trovandolo spesso dal fruttiv
endolo sotto casa mi sono convinta a comprarlo incuriosita dal fatto che si cucinasse come una patata e che avesse il sapore del carciofo...comunque io lo chiamerò il carciofo di Gerusalemme mi sembra più poetico quasi mitico, un antico tubero dalle proprietà benefiche.....la giornata è cominciata nera, infatti il brutto tempo sembra finalmente essere giunto anche qui ai tropici, pioggia a catenelle, e il tanto desiderato freddo!Scendo per trovare l'ispirazione per il mio pranzo solitario e trovo una bella cassetta di questi carciofi o toporagni come li ha soprannominati qualcuno...ne compro una mezza chilata e dopo aver consultato il mio sempre fidato amico a distanza (purtroppo) christian, mi dirigo verso uno dei pochi negozi di alimentari in cui vale la pena entrare qui a malta The White Sheep che tratta prodotti italiani e in particolar modo toscani per quanto riguarda salumi e formaggi...ma oltre ad essere meravigliosamente gentili, le proprietarie sono anche rispettose dei gioielli che hanno tra le mani e dato che qui spesso si assiste a tecniche di affettaggio e confezionamento selvaggio che spesso rovinano quello che ci sta dentro, a dispetto di questo le signore che gestiscono questa bottega sono davvero leggiadre nei loro modi e nel conservare accuratamente le prelibatezze che vendono....ovviamente il pranzo non è stato più solitario, ma ho invitato un amico (quello che li ha chiamati toporagni) che presto lascerà l'isola.... la pasta è la solita fatta in casa, questa volta sono della pappardelle mi sembravano molto appropriate alla situazione...




Per il macco:
500 g di carciofi di Gerusalemme
1 cipolla rossa
olio evo
sale e pepe
prezzemolo
zafferano
Pecorino io ho comprato il Busti Metello
Guanciale tagliato a striscette e fatto croccantare in padella e poi ulteriormente tagliuzzato
Pulire i carciofi e lessarli in acqua fredda poco salata, a parte far soffriggere in olio evo una cipolla rossa tagliata a giulienne, quando i carciofi saranno pronti rosolarli assieme alla cipolla e mettere tutto nel bicchiere del minipimer assieme a dell'acqua di cottura e altro olio evo, frullare per bene, aggiungere una punta di zafferano e se è necessario far stringere un pochetto aggiustare di sale e pepe. Cuocere la pasta scolarla saltarla con il macco , fuori dal fuoco unire una generosa manciata di pecorino e prezzemolo, cospargere con il saporitissimo guanciale.....provatelo è davvero una goduria!!!!

martedì 29 dicembre 2009

Tortelloni ripieni di ricotta , basilico e pomodori secchi su vellutata di zucchine e premio




Ve l'avevo detto che per ora sono in fissa con la pasta fresca...la mia nonna papera non riesce a riposarsi neanche un pochetto, lavora che è una meraviglia anche se ieri ha fatto una faticaccia, ha sfornato ben 300 tortelli per il Capodanno al ristorante, quando siamo tornate a casa era esausta e così le ho rimboccato le coperte e le ho prescritto un paio di giorni di riposo forzato promettendole che non sarebbe stata disturbata per un bel po di tempo, anche se a dire la verità, pensandoci bene il 31 mattina avrò di nuovo bisogno di lei, ma per poco, sono sicura che capirà, devo solo stendere 2 sfoglie per gli strudel...e in nome di quello che ci lega, non penso che mi negherà il suo appoggio!!!!Questi tortelli li ho fatti qualche settimana fa, ed erano stati messi in surgelatore in attesa dell'ispirazione che li potesse far rivivere e uscire dal gelo polare...ieri mi era avanzata una zucchina da un'altra pasta e vedendola in frigo tutta sola ecco che la mia testa pensa subito ai tortelloni....purtroppo le uniche dosi che vi posso dare sono quelle per la pasta all'uovo, tutto il resto è ad occhio

200 g semola di grano duro
100 g di farina 00
3 uova
Impastare, avvolgere l'impasto con la pellicola e lasciare riposare qualche ora in frigo.
Per il ripieno ho usato ricotta (messa a scolare per una notte), pomodori secchi e tanto basilico, ho frullato prima i pomodori e basilico poi ho aggiunto la ricotta...
Per la vellutata di zucchine:
Sbianchire la zucchina in acqua bollente e leggermente salata, freddare e nel bicchiere del minipimer frullarla con olio evo, poca acqua di cottura e un goccio di latte riportare sul fuoco e aggiustare di sale e pepe.

Se invece volete la vellutata più liscia:
Far cucinare una patata in acqua leggermente salata, quando sarà quasi pronta unire la zucchina tagliata in pezzi e continuare a cucinare per qualche istante, freddare la zucchina, mettere il tutto dentro un bicchiere con olio evo e un goccio di latte e frullare con il minipimer...passare ad un colino fine la crema ottenuta e riportarla su fuoco basso sino a quando non si sarà addensata.... Tutto questo perchè nella prima vellutata a fare da legante erano le fibre della zucchina, nella seconda invece le fibre verrano eliminate dalla setaccitaura e quindi si otterrà un semplice liquido che avrà bisogno di un addensante, si può ricorrere anche alla xanthum gum, arrow root, fecola, farine varie, ma la patata è l'addensante classico per una vellutata e anche quello che da meno problemi :p
Ho cucinato i tortelli in abbondante acqua poco salata, li ho saltati nel brodo vegetale allo zafferano e olio evo, il solito che faccio e che poi metto
in congelatore e che tiro fuori al momento del bisogno e serviti sopra la vellutata...Buon anno a tutti


Ringrazio EssenZadiCanneLla che mi ha donato questo premio , per ritirarlo si devono rispettare le seguenti regole: lasciare un commento a chi ti ha passato il premio, passare il premio a 10 blog amici, postare il premio, fare riferimento al blog http//li-katuki.blogspot.com, postare la frase "Nenhum olhar è mais puro do que uma criança"

Chez Moi!
Cardamomo&co
un pizzico di magia
A tavola con Mammazan
Accademia di Elisa
Dulcis in Furno
il gaio mondo di Gaia
Delizie del Palato
Dolcemente gustoso
Fragola & Limone

sabato 19 dicembre 2009

Post@ la past@ - Carrettiera con bottarga di San Pietro

Anche io come tanti ho deciso di partecipare al contest che vede protagonista la famosa Pasta Garofalo in collaborazione con Tzatziki a Colazione.



Una premessa è necessaria: qualche settimana fa, ci capitò tra le mani un pesce San Pietro bello grosso, all'interno del quale abbiamo trovato due sacche di uova integre, per cui, senza sapere ancora del contest, mi sono detta "ma se ne facessi bottarga???" ....sono comunque uova di pesce, sono comunque commestibili..e così le ho messe sotto sale con qualche grano di pepe e foglia d'alloro e con un peso sopra per facilitare la perdita dei liquidi, le ho tenute poco più di una settimana, ho cambiato il sale dopo qualche giorno e dopo sono state ad arieggiare per un altro paio di giorni...chiaramente tutto questo può essere sostituito da una bottarga comunemente comprata nella propria pescheria di fiducia o con delle acciughe salate...ma siccome il contest prevede l'esecuzione di una pasta tradizionale ma con l'utilizzo di qualcosa di "inedito", il primo pensiero è volato subito a quelle uova, e ad una pasta molto semplice tipica della mia regione e cioè la "pasta alla carrettiera". La ricetta è tratta da questo fantastico libro che offre un panorama ricco di quello che è la cultura gastronomica italiana, in lungo e in largo per tutto il territorio, ponendo attenzione particolare ai prodotti tipici e i piatti che da essi scaturiscono....

200 g Spaghetti garofalo
1 spicchio d'aglio finemente tritato
1 pomodoro
una generosa manciata di prezzemolo
olio evo
sale e peperoncino
1 pizzico di zafferano
mollica di pane "atturrata" ( si tratta di pan grattato tostato in padella con un goccio di olio evo fin quando non assume il caratteristico color tabacco)
Bottarga di san pietro

Riscaldate una padellina e fatevi soffriggere l'aglio e il peperoncino tritato, aggiungete la bottarga, e il pomodoro tagliato a cubetti fate appassire e aggiustate di sale, ricordatevi che la bottarga è salta di suo. Dopo aver lessato la pasta trasferitela nella padella con il condimento e un poco di acqua di cottura, saltatetela, unite il prezzemolo e una punta di zafferano...e spolverate la pasta con bottarga e la mollica atturrata......




Ecco anche le prove della bottarga di San Pietro, davvero buona anche se meno forte di quella di tonno, ma il prossimo passo sarà proprio quello...o per lo meno ci proverò...tanto qui a Malta le uova non le usano e il pescivendolo te le regala con piacere!!!!



lunedì 14 dicembre 2009

Pasta chi milinciani...o meglio conosciuta come Norma


Quest'anno niente arancine per Santa Lucia,
causa mancanza di tempo, causa poca voglia di cucinare almeno per 2 giorni di fila, poca voglia di mettermi a fare frittura profonda e sporcare eternamente delle pentole che non sono mie, allora mi sono detta che forse fare una pasta semplice, tradizionale, sobria come la Norma non sarebbe stata una cattiva idea..una pasta che mi ricordasse il mio passato, i miei nonni in particolare, che mi ricordasse la domenica mattina quando appena svegli scendevamo a casa loro e già si sentiva nell'aria l'odore agre della salsa di pomodoro misto all'odore persistente delle melanzane fritte, il lento ribollir dei "pittinicchi e frittatine nel sugo"....insomma le domeniche a casa nostra, ai tempi dei miei nonni, sono sempre state accompagnate da queste cose..la salsa in tutte le salse!!!!!E si cominciava gia dal primo mattino a spadellare, lavare, e preparare, ma non perchè ci fossero degli invitati particolari, a casa mia è regola avere la cucina sempre in fiamme, sempre con qualche cosa sul fuoco che sta cucinando...mio nonno che si lamentava, che impartiva ordini, e mia nonna che ribatteva.....pensate che mio nonno non voleva che si usasse la farina 00 la chiamava "la farina americana", ma è nella tradizione del sud Italia infatti usare la farina di semola di grano duro o rimacinata per tutto, lui voleva che si usasse persino nella frolla, ma forse aveva anche ragione, la semola è così profumata e consistente, parla l'odore del nostro pane!!!!!Così la pasta si faceva interamente di semola e con poche uova,anche questo tipico del sud Italia, e la povera nonna doveva badare che tutto fosse per come il nonno voleva...ma questa storia l'ho già sentita, mi ricorda qualche altra coppia.....bah!!!!!Il nonno metteva le castagne a bollire sulla stufa o a tostare dipende dall'umore per sgranocchiarle nel pomeriggio durante una partitina a carte con me e mio fratello....che beltade!!!!



Così ho deciso di postare questa pasta semplice, ma che forse rappresenta più di tutto il popolo siciliano in toto, perchè la Norma si fa uguale in tutte le parti della regione: salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico, pasta fresca o meno, ricotta salata....con le contaminazioni della cucina moderna c'è chi non frigge le melanzane e le fa grigliate :o , o fa una cosa che secondo me snatura l'essenza di questa pasta ossia "si fanno soffriggere le melanzane in poco olio e poi quando praticamente sono soltanto "stufate" senza quasi colore si aggiunge la salsa"...così però la melanzana perde la croccantezza che invece ha quando viene fritta, e si disperde nel sugo...e dato che i vecchi la sapevano lunga: Perchè variare in peggio un piatto equilibrato???????
Ho usato spaghetti alla chitarra, ma non avendo la chitarra (la comprerò prima o poi) l'ho tagliata col tagliapasta della nonna papera, ma il risultato è buono...
400 g di semola
4 uova
Impastare e lasciare riposare 1 notte in frigo chiusa in un sacchettino per alimenti.

Tagliare le melanzane a cubetti o a fette e friggerle in olio di semi ben caldo, salarle e tenerle da parte ...cominciare a preparare il sugo:
1 bottiglia di salsa di pomodoro fatto in casa, noi avevamo fortunatamente quello fatto da Hermes il fratello di Manfredi
3 pomodori freschi per dargli un tocco rustico
1/2 cipolla tritata
1 spicchio d'aglio in camicia
olio evo
1 piccolo peperoncino
basilico
Fare appassire la cipolla in olio evo, a fuoco basso, così che la cipolla possa "sciogliersi" senza bruciarsi, aggiungere il peperoncino e l'aglio, e dopo il pomodoro fresco tagliato a cubetti, schiacciarlo con una forchetta e quando anch'esso sarà appassito unire la salsa fare restringere e quasi a fine cottura unire il basilico . Quando la pasta sarà quasi pronta passarla nella padella della salsa, maneggiarla e fare i piatti...solo dopo avere fatto il piatto grattugiare a striscette la ricotta salata, e sopra porvi un pochetto di melanzane fritte....



......la tartaruga lenta comè 'afferra al volo la fortuna quando c'è dietro una foglia lungo la via lei ha trovato là per là, la felicità un prato d'insalata un lago di frittata spaghetti alla chitarra per passare la serata un bosco di carote un mare di gelato che lei correndo troppo non aveva mai notato........

sabato 28 novembre 2009

Sulla pasta fatta in casa e su come utilizzare ogni cosa....



Come promesso eccomi a postare le paste di quest'ultimo periodo...i giorni senza Manfredi stanno passando velocemente e fortunatamente in compagnia della mia amichetta e vicina di casa Virgi, che si è trasferita da me....e così dopo il sushi, che penso di non mangiare per un bel po di tempo, dato l'ultima assunzione smodata....in questo caldo sabato di novembre abbiamo deciso di spendere qualche soldino in più per il nostro pranzo, a beneficio delle nostre papille gustative.....il problema di vivere con Manfredi è che non si può uscire al di fuori delle cose che piaciono a lui, quindi ad esempio niente pasta con i gamberi che invece a me piace da morì...e a quanto pare anche a Virginia!!!! Stamattina di buon ora siamo state a comprare i gamberi, la nostra intenzione era quella di comprare dei gamberi rossi mediterranei di media taglia, quelli che si costano, ma non quanto il gamberone, e invece arriviamo da Azzopardi e troviamo solo gamberone rosso quello mazzarese per intenderci che a Palermo costa sui 50 euri al kg, qui un po meno 36E/kg.....ovviamente essendo solo in due ne abbiamo preso soltanto mezzo kilo...che è sempre tanto, ma le cose o si fanno buone o niente!!!!!!Cominciamo: l'impasto per le tagliatelle l'ho fatto il giorno prima così che, dato che non ho planetaria, ha avuto il tempo per rilassarsi un pochetto in frigo chiuso dentro un sacchettino per alimenti:
Pasta all'uovo
350 g farina 00
100 g farina di semola di grano duro
3 uova
1 tuorlo
1 pizzico di sale
Se siete fortunati e avete la planetaria impastare una cosa del genere sarà una passeggiata, altrimenti forza e coraggio per la faticata che vi state apprestando a compiere....buonafortuna!!!!


Veniamo adesso alla bisque, perchè specie di qualcosa che costa caro non si deve buttare via nulla, e anche se ci vuole un po di tempo in più penso che quando ci si siede a tavola si è ripagati di tutta la fatica, di tutte le cose sporcate e veramente ti serve poco altro per il resto della giornata!!!!!
Teste di gamberi rossi, o carapaci di astici se quel giorno avete deciso di comprare quelli, io in freezer avevo anche delle teste di scampi che avevo usato qualche giorno prima per il sushi e ho messo anche quelle assieme ai gamberi...mi raccomando togliete gli occhi prima di buttarli in pentola si dice che siano amari...ma onestamente non ho ancora provato!!!!
Un trito abbondante di sedano, carote, cipolle e qualche pomodoro maturo
Olio evo
sale e pepe
Vino bianco un pochetto
In un tegame far soffriggere le teste dei crostacei in olio evo, quando sarà ben caldo sfumare con un di vino, unire il trito, e dopo qualche minutino coprire con acqua, far cucinare per circa mezz'ora e trascorso questo tempo frullare tutto con il minipimer, filtrare e rimettere sul fuoco, se volete una salsetta densa le strade sono due o continuare a fare ridurre la salsa sul fuoco o usare un addensante, e questo è quello che ho fatto io , i motivi sono: mancanza di tempo, e la poca voglia di ridurre ulteriormente qualcosa che di per se è gia abbastanza saporito, ho usato una punta di xanthum gum, che come l'agar è un addensante vegetale, ma a differenza di questo ha bisogno di poche cure, nel senso che l'agar per essere attivo ha bisogno di essere sciolto in un liquido ad una certa temperatura e rimanervi per qualche minuto, la xanthum gum invece può essere disciolto ANCHE in un liquido freddo basta soltanto un colpetto di minipimer e il gioco è fatto...che invenzione fantastica!!!!!Aggiustare di sale e pepe e fate come abbiamo fatto noi, assaggiatene subito una bella cucchiaiata!!!!!



E dato che le cose si fanno buone o tanto vale che non ci perdi tempo, sul fondo del piatto ho messo un carpaccio di GAMBERONI, condito con mentuccia, maggiorana, timo, polvere d'arancia, pepe, un pizzico di fleur de sal, e un goccio di olio evo.....Assemblare le parti:
Mentre aspettavo che l'acqua bollisse, in un pochetto di olio evo ho soffritto i gamberoni rimasti, aggiunto qualche goccio di vino bianco e unito la bisque, ho scolato la pasta, maneggiata, aggiunto un di prezzemolo....e vi chiederete perchè non c'è la foto del piatto finito.....a dire la verità non volevo mangiare un piatto di pasta freddo, e poi il piatto era veramente vergognoso...abbiamo mangiato circa 330g di pasta in due....immaginatevi che montagna!!!!!!



venerdì 26 giugno 2009

Chitarrine tonno e pomodori


Il fatto di avere a disposizione cose così buone, mi rende felice, adoro mangiare bene e soprattutto mi piace conoscere la provenienza dei prodotti che uso, il piatto acquista tutto un altro fascino, un'altra poesia, un pomodoro che sa di pomodoro può davvero sconvolgermi...comincio a familiarizzare con quest'isola e Manfredi mi ha trovato persino l'ortolano di fiducia già proprio quello che produce i pomodori buoni infuocati dal sole di questa piccola terra in mezzo al mare, le cipolle piccole e rosse...poi ovviamente non può mancare il mio tocco:Capperi..sparsi per tutta l'isola , così ho cominciato a raccoglierli e salarli, davvero speciali, e origano, che ho trovato per caso al ritorno dal mare una distesa intera di origano dal profumo pungente, peccato che sia già in fiore!!!!Il tonno poi non ne parliamo davvero eccellente, di un rosso mattone che lascia poco spazio alle parole e tanta voglia di mangiarlo!!!Insomma la pasta invece sono delle chitarrine che alla fine di tutto sono anche la cosa più costosa del piatto ben 4.50 euri per 250 g, ma che dire ne è valsa la pena..il tonno invece qui a Malta costa almeno 10 euro in meno che a Palermo, ho pagato 350 g di tonno 4 euri comprato nella pescheria più famosa di malta tra l'altro che è anche quella da cui si serve il ristorante in cui lavoro....



Per 2 persone ho usato:
200 g di tonno
3 pomodori
olio evo
sale pepe e origano poco
cipolla
capperi
menta
Il procedimento potete anche immaginarlo, ho fatto un soffritto con la cipolla ho aggiunto il pomodoro, ho lasciato che appassisse e ho unito il tonno ho sfumato con vino bianco, ho aggiustato di sale e pepe ed in ultimo ho aggiunto la menta, se volete far risottare la pasta nel condimento, non fate cucinare eccessivamente il tonno rischierebbe di diventare troppo stoppaccioso!!!!

martedì 1 luglio 2008

Frigo vuoto?nessun problema si pranzerà ugualmente




La difficoltà delle paste semplici è proprio l'aver a disposizione pochi ingredienti...la pasta aglio,olio e peperoncino ad esempio sembra una sciocchezzuola, ma in realtà è più complicata di quanto non sembri, è difficile dosare la giusta quantità d'aglio, trovare il giusto equilibrio dei sapori, dosare il quantitativo d'olio necessario e soprattutto cercare di renderla omogenea, ben legata e succulenta...a tal proposito mi viene in mente un corso amatoriale al GR in cui il tema trattato era il menù low cost e
lo chef che teneva il corso fece un'aglio e olio scomposta a dir poco sorprendente, non vi dico le facce delle signore sconvolte per la presentazione, cavolo anche l'aglio e olio ha un suo perchè..del resto sapete che il mio piatto della consolazione è proprio questo con l'aggiunta di bottarga...:p se penso alla pasta mi vengono in mente proprioi miei adorati spaghettini alla bottarga!!!! Niente salsette, niente condimenti superopulenti, all'abbondanza preferisco pochi ingredienti ma che siano usati bene..così in un'afosa domenica romana la piccola mike boccheggiante si mette ai fornelli e prepara la sua prima "cacio e pepe"
dose per single:
80 g di spaghetti della grandezza che preferite
cacio in abbondanza specie se siete un tristi
pepe quello che voi riteniate giusto
padella
pentola
Calare gli spaghetti in acqua salata, nella padella mettere il pepe, farlo tostare per qualche secondo e aggiungere un paio di mestoli di acqua di cottura a questo punto portare la pasta nella padella e continuare la cottura aggiungendo acqua e mescolando velocemente così che la pasta possa rilasciare il suo amido e creare una sorta di salsetta densa a cottura terminata aggiungere un mestolino d'acqua di c. togliere dal fuoco, mettere il formaggio grattugiato e se siete capaci saltarla (io ancora non ne sono capace) altrimenti mescolarla agitando un la padella...

sabato 14 giugno 2008

Campo dè i fiori e il suo mercato...




Il fascino dei mercati è innegabile...come del resto è innegabile la bravura dei venditori nel comporre i banchi, nel far apparire la merce che vendono così bella, così fresca e così nostrana..anche se di nostrano e di naturale c'è ben poco..ma a volte mi piace illudermi e non pensare agli aspetti globalizzanti della faccenda..quindi quando vado al mercato, che sia ballarò a palermo o la boqueria a barcelona, mi piace godermi questi momenti, vivere la gente ed i prodotti, chiedere e ridere con i mercanti, scegliere e quando non si conosce il prodotto farsi aiutare nella scelta..belli e colorati nelle giornate di sole con i tendoni che creano un certo tepore..gli stessi tendoni che d'inverno, nelle giornate fredde e piovose, rendono il mercato buio ed umidiccio..cammino per Campo dè Fiori, è giugno e l'aria è irrespirabile, mi chiedo come possano esserci asparagi con questo caldo, poi ricordo che le serre fanno miracoli, ricordo che questi asparagi sono quelli che io detesto, quelli grassocci e bianchi al cuore, quelli dal sapore dolciastro..la stagionalità dei prodotti non esiste più, te ne rendi conto quando vedi le fragole in inverno così rosse ma anche così tristi e scipite, che di fragole hanno solo il nome...mi lascio trasportare e convincere perchè vedo su di un banco degli asparagi magrolini, che vagamente si avvicinano a quelli selvatici e li compro già con in mente la fine precisa che questi dovranno fare...

Per 4 sformati:
300 g di pasta anelletti
250 g di besciamella
un mazzo d'asparagi
pisellini surgelati a piacere
mezza cipolla
parmigiano
burro
sale e pepe

Per la besciamella (a meno che non vogliate comprare quella pronta) occorrono 20 g di farina e 20 g di burro da far sciogliere in un tegamino e da unire a 250 g di latte caldo, mescolare con una frusta e aggiustare di sale e noce moscata, portate lentamente ad ebollizione e togliete dal fuoco. Per il condimento: tagliare gli asparagi e lasciare le punte intere, far soffriggere dolcemente la cipolla tritata in olio evo unire asparagi e poco dopo i pisellini passati in acqua calda, aggiustare di sale e pepe, amalgamare il tutto con la besciamella..cucinare gli anelletti in acqua salata ed intanto rivestire gli stampini con burro e parmigiano, scolare la pasta a pochi minuti dalla cottura indicata e passarli in padella con il condimento, versare il tutto negli stampi cospargere di parmigiano e mettere in forno a gratinare ( 180° fin quando raggiungono un colore simpatico)...piccola nota:sono più buoni il giorno dopo...


domenica 20 aprile 2008

Risottino ai funghi porcini





Adoro i risotti, ma soprattutto adoro il sapore che i funghi danno ai piatti, chiaramente questi giorni non sono proprio l'ideale per cucinarli, la stagione dei porcini è l'autunno, ma con il surgelato o ancora meglio l'essiccato si possono ottenere risultati gradevoli, in più il vialone nano, che è il tipo di riso che utilizzo spesso per fare un risottino, ben si presta a risotti semplici e con pochi ingredienti perchè comunque verrà fuori qualcosa di cremoso
e buono.Ha un chicco più tondeggiante e paffutello e risulta essere molto versatile, quindi se non lo conoscete provatelo al più presto, anche perchè mantiene bene la cottura!!!
Per 4 persone:
funghi porcini necessari (un paio di manciate circa..ihihih)
una noce di burro
mezza cipolla
olio evo
vino rosso per sfumare
sale e pepe
tanto prezzemolo
brodo vegetale
250 g di riso vialone nano

Tritare finemente la cipolla, e farla soffriggere in olio evo, quando sarà appassita aggiungere i funghi puliti e tagliati a fette, farli rosolare e unire il riso e il burro dopo che il riso sarà tostato sfumare con il vino e coprire con il brodo.. a cottura ultimata, ci vorranno circa 13 minuti regolate di sale e pepe e spolverare con del formaggio a vostra scelta, dare una mescolata, spegnere il fuoco e lasciare riposare qualche secondo..ma quanto sono buoni e facili i risotti...


giovedì 17 aprile 2008

Bucatini con finocchietti e sarde



Ritorniamo al mio amato pesce, e in particolare alle sarde povere e poco costose ma buone e gustose, che si prestano a mille usi (vedi anche
Crostini di pane rimacinato e alici e Sarde a beccafico)..ricche di sali minerali e vitamine, dei tanto osannati omega 3, acidi grassi che svolgono azioni benefiche su circolazione, su processi infiammatori e degenerativi e sul cuore, in pratica il pesce azzurro è uno di quei pochi alimenti che costa poco, è buono e fa bene...comunque dopo questa premessa vi dico che la "pasta chi saiddi" è la pasta palemmitana forse più conosciuta assieme alle reginette con l'anciova, che poi forse un giorno farò, anche se non penso che la mia sarà mai all'altezza di quella di mio nonno e del nonno di manfredi per i quali fare questa pasta diventa un rito, non so se ci metterei la stessa passione perchè comunque si fa sempre di meno ed io praticamente l'ho mangiata per la prima volta già grandicella, i nonni invece con queste paste ci sono cresciuti dato che non si aveva molta scelta e non tutti potevano permettersi cibi costosi, quindi si andava avanti con ciò che offriva il mare, e vi assicuro che queste cose prima non si mangiavano perchè si era a conoscenza delle loro proprietà benefiche!!!
Per 5 0 6 persone:
500 g di sarde fresche pulite e private della lisca e della testa
2 cipolle tritate
200 g circa di finocchio selvatico di montagna..ma se non lo trovate vanno bene anche le barbette dei classici finocchi
50 g di uva passa
50 g di pinoli
una noce di concentrato di pomodoro
sale e peperoncino
olio evo
un di vino bianco
un di scorza di limone (ma non esagerate)

In un tegame mettere l'olio evo e far soffriggere la cipolla a fuoco medio, aggiungere i finocchietti lavati e tagliati a pezzetti, quando tutto sarà diventato tenero ma non scuro unite uva passa e pinoli, la noce d'estratto precedentemente sciolta in un d'acqua far cucinare ancora qualche minuto e poi unire le sarde, sfumare con vino bianco, mescolarle e schiacciarle leggermente..cucinare per 10 minuti cioè fin quando le sarde non si saranno cotte ma non tenete il condimento troppo sul fuoco altrimenti le sarde diventano stoppose aggiustate di sale e pepe. Preparare 500 g di bucatini e poco prima che finiscano di cucinare , scolarli e trasferirli nel tegame del condimento, saltarli fino a completare la cottura...necessaria per questo piatto è la "muddica atturrata" che viene spolverata sopra la pasta già condita..in una padella mettere del pangrattato e un filo di olio evo e farlo tostare, il colore deve essere ambrato..



sabato 12 aprile 2008

La mia consolazione ovvero gli spaghettini alla bottarga




Mio nonno, da bravo pescatore, l'ha sempre chiamata uovo di tonno..e a dire la verità anche io così quando le prime volte sentivo dire bottarga, mi chiedevo cosa potesse essere..da piccola ne avrò mangiata a quintali dato che avevo la produzione a casa, solo dopo che mio nonno ha smesso di salare le uova mi sono resa conto di quanto fosse considerato un cibo pregiato..il prezzo parla chiaro, e a volte la presa per i fondelli è anche gigantesca, per questo preferisco comprarla solo da persone di fiducia e soprattutto mai comprare quella già grattugiata anche perchè a me piace molto a pezzetti nella pasta...quindi ogni volta che voglio mangiare qualcosa che mi soddisfi pienamente mi faccio un bel piatto di spaghettini n°3, faccio un aglio olio e abondante prezzemolo veloce, facendo imbiondire appena l'aglio, unisco la pasta (semi cotta..tanto gli spaghettini vogliono cucinare 5 minuti)la faccio saltare in padella con l'aglio e olio e infine aggiungo il pepe e la bottarga a pezzetti..scusate la foto poco coreografica, ma lo spaghettino non può aspettare i tempi di posa altrimenti diventa una schifezza...ah il contatore dice 10000 e passa grazie a tutti!!!!!


lunedì 31 marzo 2008

Paella



Ma quant'è difficile scegliere il riso giusto per la paella, sono arrivata ad una conclusione e cioè che tutte le marche che producono quello che loro chiamano specificatamente risotto per paella in realtà non è altro chr un risotto che con quello tradizionale non c'entra molto, quindi la prossima volta che cucinerò questo piatto mi sa tanto che userò un parboiled, dato che i chicchi devono risultare separati ed integri e con quello che spacciano per paella ne esce fuori una sorta di risotto semicremoso...comunque dopo questa invettiva nei confronti della marca di riso Gxxlo che mi fece fare anche brutta figura vi scrivo la ricetta..
Per 4 persone:
1 paellera
300 g di riso
150 g di pisellini surgelati
1 petto di pollo tagliato a tocchetti
16 gamberi rossi
1 calamaro o seppia tagliato a rondelle
olio evo
2 spicchi d'aglio
1 peperone
2 pomodori
paprika
20 cozze
zafferano
sale
mezza cipolla
2 l di brodo vegetale salato, con lo zafferano e la paprica già disciolti dentro

La ricetta originale prevede anche l'uso del coniglio che io non ho messo!!!
Panare il pollo nella paprika e nel sale e farli dorare in poco olio, appena pronti metteteli da parte, tagliare il peperone e fatelo soffriggere nell'olio rimasto, nel restante olio cucinare il pomodoro già pelato e tagliato a pezzetti e l'aglio, aggiugere dopo qualche minuto gli anelli di calamaro, i gamberi e le cozze a questo punto io ho aggiunto qualche goccia di salsa teriyaki e del prezzemolo..fare cucinare e mettere da parte..Nella paellera far soffriggere olio e mezza cipolla tagliata a velo e unire il riso e i pisellini, e il brodo ed evitare di mescolare fino ad assorbimento totale, far cuocere per circa 12 minuti aggiustare di sale(in caso) e unire il resto degli ingredienti far cucinare ancora per un pò per far tostare e servire....



mercoledì 12 marzo 2008

Sformatini di riso e asparagi



Forse non ci crederà nessuno, a meno che non abbiate mai provato a farlo, ma sradicare delle piantine di asparagi selvatiche è veramente impossibile, possiedono delle radici durissime e saldamente ancorate al terreno e anche se la pianticella può sembrare giovane ed esile, io e giulietta abbiamo dovuto usare il martello da geologo, sembravamo la versione vegetariana di shining!!!Io adoro gli asparagi selvatici, sia quelli poco amari che quelli amarissimi che faccio bollire in acqua per qualche minuto prima di usarli, ma detesto quelli grossissimi e dolcissimi del supermercato quindi mangio asparagi poche volte nel corso dell'inverno, in questo caso me li ha portati in dono il mio vicino di casa che sa quanto mi piaccia la verdurina di campagna, e poi fanno benissimo per chi non lo sapesse sono molto diuretici, rafforzano i capillari, contengono acido folico e poi sono molto buoni...oggi entusiasta di questo dono ho preparato un risottino che, al solito mio, quantizzerò a posteriori....

Per 4 stampini da muffin:
5 pugni di riso, in questa preparazione ho utilizzato riso basmati integrale
mezza cipolla
una grattugiata di carota
asparagi...a sentimento
una noce di burro
olio evo
brodo vegetale
formaggio morbido, io ho usato il creme de creme Muller
sale e peperoncino a pezzetti
pangrattato e grana grattugiato

Far soffriggere la cipolla tagliata a velo con carote e olio evo, aggiungere gli asparagi e quando saranno diventati teneri unire il riso [precedentemente messo ammollo all'acqua per un pò
(ricordate che il mio era integrale)] e il burro, appena il riso comincia a "sfriguliare" cioè a soffriggere sfumate con un goccio di vinello e aggiungete il brodo, incoperchiare e mentre il riso cucina preparare un misto di pangrattato,formaggio grattugiato e il peperoncino che, dopo aver imburrato gli stampini, andrà passato all'interno di questi a mò di farina, ma siate generosi se volete che si formi una crosticina più croccante...controllare la cottura del riso e se è pronto (fatelo cucinare un pò meno) unite un paio di cucchiaiate di creme de creme, versate il risottino negli stampini e infornare a 150° coperti da stagnola, dopo un pò togliere la carta e far gratinare anche la parte superiore...ottima cena, meglio del pranzo superpesante a base di pane e crocchè, broccoli e carciofi alla pastella (meravigliosi) mangiati in una friggitoria a Mondello con manfre e gennarino, sole, spiaggia e una bella passeggiata:dopo tutto questo avevo detto che non avrei cenato...eeeeh già!!!


venerdì 7 marzo 2008

Mezze lune ai carciofi...ovvero la mia prima ricetta per il club



Allora questa è la mia prima ricetta per il
club sale & pepe ed è tratta dal numero di sale e pepe di questo mese, ho apportato qualche piccola variazione prima di tutto nella forma, sulla rivista sono dei ravioli quadrati e poi altre cose che vi segnalerò in corso d'opera!!!In realtà ho colto la palla al balzo perchè qualche tempo fa in un ristorante li avevo mangiati e mi erano piaciuti parecchio e mi ero promessa di farli in casa, così eccomi qui ad impastare e preparare per il club...
Per4 persone:

300 g di farina
un cucchiaio di olio evo

un uovo

poco sale

acqua tiepida


Per il ripieno:

6 carciofi

la ricetta prevede 150 g di ricotta fresca io ho messo ricotta al forno grattuggiata

parmigiano re
ggiano grattuggiato
1 piccola cipolla

1 spicchio d'aglio
prezzemolo,maggiorana che non ho messo, olio evo, sale e pepe
1 uovo che ho preferito non mettre per la puzzina



Su un tavolo impastare la farina con l'uovo,l'acqua, l'olio e il sale finchè sarà compatta e liscia, avvolgetela nella pellicola e lasciate riposare per mezz'ora. Per il ripieno pulire i carciofi eliminando le foglie più dure, le spine, e le barbette interne, tagliarli e metterli ammollo ad acqua e limone...in una padella fate soffriggere la cipolla tritata e l'aglio, unite i carciofi e fateli cicinare fino a farli diventare tenerissimi e l'acqua di vegetazione non sarà
completamente evaporata..toglieteli dal fuoco, buttate via lo spicchio d'aglio se non vi piace e tritate i carciofi con il coltello o se li avete puliti bene anche con un frullatore, aggiungete il resto degli ingredienti e quindi la ricotta messa a scolare qualche ora prima (aggiungo io), l'uovo se lo volete mettere,il fomaggio il prezzemolo, maggiorana sale e pepe. Stendete la sfoglia, io con l'imperia ho tirato una sfoglia numero 6 cioè la più sottile, ho preso un taglia biscotti orlato e ho fatto diversi dischetti sui quali ho messo una nocciola di ripieno e li ho chiusi passando un pò d'acqua sulle estremità che vengono a contatto premendo con le dita attorno ad ogni mucchietto. Cuoceteli in abbondante acqua salata io aggiunto un pò di dado vegetale in polvere e sale e li ho conditi con una fonduta di formaggi ho usato: latte, philadelphia, taleggio, brie, noce moscata e una punta di zafferano, la ricetta prevede un condimento a base di 60 g di burro, parmigiano, maggiorana!!!bhè fate voi.

lunedì 4 febbraio 2008

Calamarata all'aragosta






Allora, io non ho idea di come si possa cucinare l'aragosta, però dato che si dice sia pregiata non ho voluto mischiarla con ingredienti invasivi tipo pomodoro, panna...dato che mi interessava mangiare una pasta all'ARAGOSTA e non qualcosa che di aragosta avesse solo il nome così non ho fatto altro che cucinarla nel modo più semplice possibile e devo dire che è venuta buona...l'unica cosa che mi ha lasciata un po perplessa è questa calamarata che essendo un tipo di pasta spessa non riusciva a insaporirsi molto: sbagliando s'impara!!!quindi ,in caso, cambiate tipo di pasta tipo tagliatelle fresche.

Allora ho fatto una roux con una noce di burro e farina, non tenetela troppo sul fuoco altrimenti si tosta (fate sciogliere 1 noce di burro e aggiungete farina fin aquando non diventa una pasta granulosa), serve a legare.

Prezzemolo
6 aragoste di quelle medie
poca cipolla tritata
olio evo
vinello bianco per sfumare
sale e pepe e una punta di zafferano

Lessare le aragoste e conservare il brodo può servirvi per arricchire il fumetto...estraetene la polpa e in una padella far soffriggere la cipolla con l'olio, quando sarà appassita unire la polpa e poco vino, la roux e del brodo di cottura dei crostacei, far cucinare qulache minuto e aggiungere lo zafferano, il sale e il pepe...maneggiare la pasta con il condimento e il prezzemolino.

martedì 29 gennaio 2008

Risotto agli asparagi, zucca profumata alla menta





Adoro gli asparagi, e più sono amari più mi piacciono, quindi di contro toglierei dal commercio quelli surgelati o quelli di serra dolciastri che di asparago non hanno niente, vanno bene anche gli asparagi domestici quelli da siepe, che nonostante il loro sapore delicato conservano una loro dignità...il mio caro zio giovanni, questo vecchietto simpatico di 80 anni e passa, ma con uno spirito ancora giovane, mi conosce bene e quando li trova in campagna mi porta in dono un mazzo di asparagi sottili, non molto amari che io adoro specie per fare i risotti...chiaramente una parte è finita in frittata un'altra in questo risotto.

Per 4 persone:
300 g di riso vialone nano
1 mazzetto di asparagi
1/2 cipolla
brodo vegetale
1 fetta di zucca da fare a cubetti
1 cucchiaio di cipolla e carota tritati
sale e pepe
una noce di burro
vino per sfumare
qualche fogliolina di menta.

Tagliare la cipolla e pulire gli asparagi e farli soffriggere con olio evo, quando saranno diventati teneri aggiungere il riso e il burro e far asciugare, sfumare con il vino e cominciare ad aggiungere il brodo. Intanto far soffriggere cipolla e carota con i cubetti di zucca, salare e pepare e aggiungere qualche fogliolina di menta. Far cuocere il riso, aggiustare di sale e pepe, e a cottura ultimata coprire e lasciare riposare per qualche minuto. Servire con qualche cubetto di zucca sopra il riso.



venerdì 25 gennaio 2008

Pappardelle al pesto verde



Per 4 persone o se mangiate quanto Manfredi le dosi che vi darò basteranno per 2 al massimo:

500 g di pappardelle fresche (vedi ricetta di pasta all'uovo)

200 g di pesto verde fatto in casa
una noce di burro
formaggio grana o pecorino romano.

l'unica seccatura di questa ricetta è scartare le foglie di basilico...per il pesto avete bisogno di basilico, un pugno di mandorle olio e 1 spicchio d'aglio, frullate il tutto fino ad ottenere una crema di un bel verde brillante passate il pesto in una padella con olio evo e una nocciola di burro fate riscaldare e quando la pasta sarà cotta maneggiatela con il condimento.....comunque Manfr a fine pasto ha esclamato:"peccato che deve finire!"





Io che preparo il pranzo della domenica per me e Manfredi prima di cominciare a lavorare!!!!!!!!!