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sabato 27 marzo 2010

Sushi italiano al caffè




Dopo aver provato (di sotto) lo spezzatino d'agnello....ho pensato a qualcosa di sfiziosissimo, utilizzando sempre la fantastica salsa al caffè....l'idea è quella di riscoprire la nostra italianità, la nostra appartenenza ad una cultura gastronomica varia, così mi sono appropriata di un termine e di una composizione che non sono propriamente italiani per descrivere prodotti e sapori che invece con l'italia vanno proprio a braccetto....premetto che io adoro l'agnello e il fatto che sia poco cotto è stato del tutto volontario, per chi non ama particolarmente questa carne può sostituirla con del vitello, e ovviamente potrete rosolarli in padella prima di comporre i rolls così da dargli una prima cottura.....

4 Patate grattugiate a striscette con mandolina, con robot o con una semplice grattugia a 4 facce
4 cuori di carciofo freschi
100 g d'agnello tagliato a striscette
1 piccola cipolla
poco olio evo
sale e pepe
1 uovo piccolo
pan grattato
pastella a base di farina, acqua e latte molto densa quasi come una crema

Mondare i carciofi e tenere solo la parte più tenera tagliarli in quarti, sbollentarli....quando si saranno inteneriti passarli in padella con olio evo e la cipolla tritata....se ce ne fosse bisogno fate asciugare completamente l'acqua e poi tritare con un coltello, togliete i filamenti più fastidiosi e in una ciotola unire poco uovo sbattuto e pan grattato sino ad ottenere un composto consistente....impellicolate lo stuoino da sushi e ponetelo d'avanti a voi e cominciate a sistemare uno strato di patate, spennellate di pastella densa e sopra mettete la crema di carciofi, posizionare la srtiscetta d'agnello e chiudere come si chiude il sushi....lasciare riposare in freezer per 1 oretta. Vi consiglio di fare dei piccoli rolls perchè sarà più comodo friggerli...


Salsa al caffè

Far soffriggere in olio evo sedano, carote e cipolle tagliate grossolanamente, aggiungere i pochi scarti dell'agnello, rosolarli e sfumare con del vino rosso, dopo qualche minuto unire 1 cucchiaino di caffè macinato, mescolare e aggiungere qualche mestolo di brodo vegetale, far cucinare e restringere il brodo, e a questo punto frullare con un frullatore ad immersione e rendere la salsa il più liscio possibile....quando la salsa sarà pronta cominciare afriggere i rolls in olio di semi bollente, tagliarli in due e posizionare una cucchiaiata di salsa al caffè sul cucchiaio, o dentro ad un bicchierino, un ciuffetto di insalata, e i rolls.....
Con questa ricetta partecipo al concorso per beneficenza indetto da
neronero. Cialde caffè Lavazza

NERONERO.it organizza un premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières.
Tema: la miglior ricetta a base di caffè.

Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.
Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta[at]neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono prevedere l’utilizzo del caffè.

Premi per le migliori ricette:
• 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza;
• 2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue;
• 3° premio: 300 cialde Espresso Point;
• Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières;
• Per le prime 50 ricette: pubblicazione su libro, con ricavato donato in beneficenza.

Per informazioni sul concorso, sulle macchine per caffè e cialde lavazza in palio: NERONERO.it
Per informazioni sull'associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs Sans Frontières

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• ripubblica questo bando sul tuo sito/blog.

venerdì 12 febbraio 2010

Oggi la mia macchina s'illumina di meno



Non ne posso più...domenica scorsa la batteria della mia macchina si addormenta...e fortuna vuole che non fossi in ritardo al lavoro, o avessi qualche appuntamento importante: volevo semplicemente fare un giretto e scattare qualche foto...il giorno dopo facciamo caricare la batteria e fortunatamente riparte...salgo in macchina dicendole "mica m
i lascerai a piedi proprio adesso che stiamo per tornare a Palermo..guarda che se ti succede di nuovo cara mia siamo nella........e soprattutto per piacere che non ti venga in mente di scaricarti sulla nave"....per un paio di giorni ha funzionato come al solito...ieri sera pensavo andasse tutto bene, e invece stamattina mi metto in macchina per portarla a lavare, giro la chiave e comincia a singhiozzare...ADESSO se io avessi avuto una macchina normale con il vecchio metodo "dell' ammuttata" (spinta) magari sarebbe anche partita...ma ahimè ho una smart che non ha frizione...quindi l'unica cosa da fare è pensare "domenica la batteria si era scaricata...ma io non avevo lasciato niente acceso, l'ho fatta ricaricare e dopo due giorni lo stesso problema: FORSE è meglio comprare una batteria nuova?...forse è meglio a meno che io non voglia rimanere per sempre esiliata in quest'isola"...sveglio Manfredi (poverello) e mi metto a piagnucolare che dobbiamo sbrigarci, che domani i negozi sono chiusi perchè ancora non ho ben capito che festa è (un'altra...ma quanto festeggiano i maltesi!!!!!) e che la macchina ha bisogno di una batteria nuova ADESSO..... ora posso dire che sia tutto tranquillo e tirare un sospiro di sollievo, la mia macchina ha una batteria nuova, è pulita ed è pronta per il viaggio...sarà che non vuole andare via....o forse ha voluto partecipare anche lei all'iniziativa che ci tiene compagnia ormai da un pò di caterpillar il programma che va in onda su radio2 di cui ormai conosco a memoria tutto il palinsesto...ma quant'è carina la canzoncina di Social club sempre su radio2 la domenica intorno a mezzogiorno!!!!


Quest'anno ho voluto parteipare anche io , anche se non mi trovo in suolo italiano, e ho deciso di ma
rinare un pezzetto di salmone.....il giorno precedente ho spolverato il filetto con un misto di pepe (rosa, verde, nero), pepe di sechuan, sale, la scorza grattuggiata di arancia e limone, timo, e altre erbette aromatiche se ne avete, olio evo....ho impellicolato e lasciato marinare dentro il frigo...il giorno seguente ho tolto il filetto dall'olio l'ho tamponato con carta assorbente, tagliato a fette sottili che ho adagiato su un piatto, coperto con l'olio della marinatura, altro pepe perchè io sono pepedipendente, sale se ce ne fosse bisogno e qualche goccia di limone...e l'ho mangiato con creme fraiche e avocado....non fatevi mancare il pane....noi avevamo una belllissima pagnotta maltese di quelle con la crosta croccantissima e l'interno morbidoso....


White rock bay e Michelì




Festa di San Paolo, Valletta, 10 febbraio

mercoledì 20 gennaio 2010

Carciofi da aperitivo



Anche se la foto non è gran che causa luce serale e causa poca voglia di mettermi li a sistemare cartoncini, libri, luci....ho deciso che poteva andare bene comunque, dato che questa palletta è davvero una delizia, uno sfizio da aperitivo, veloce, semplice gustosissimo....e che a volte una cosa buona non deve essere necessariamente corredata da una bella foto, ma so che questo voi lo capirete, e da bravi lettori saprete apprezzare l'essenza intima delle ricetta a prescindere dalla foto...quando dico semplice parlo realmente di pochi gesti per comporre una cosetta graziosa, pochi gesti che non sono legati al misurare, alla tecnica, ma semplicemente legati all'esperienza e al tatto, ai ricordi...la cucina è un continuo flusso di emozioni, di ricordi che si riversano in quello che cuciniamo, è un arte del comporre, del mettere e lavare, del provare che non ha nulla di meno rispetto ad una qualsiasi altra forma d'arte...il lavoro dello chef è simile a quello di uno scrittore, di uno scultore, cambia la materia prima, ma tutto parte da un'idea, un'emozione che diventa tangibile, un ricordo che comincia a prendere forma(parlo di grandi chef che hanno contribuito a creare un panorama gastronomico meravigliosamente ricco).....insomma bando alle divagazioni....che fanno piacere ma che ci distraggono da questa semplice simil-frittata nata per caso in quanto l'intenzione era un'altra, ma non ho trovato l'ingrediente fondamentale, quindi sono passata da un prelibato secondo ad un allettante stuzzichino....

per 10 bocconcini:

2 carciofi mondati e tagliati in quarti
pangrattato
menta
sale e pepe
patate tagliate piccolissime o grattugiate con una grattugia che non le riduce a purea come la microplain
olio di arachidi
Lessare i quarti di carciofo, e dopo che si saranno inteneriti, dare un giro di cutter unire un tuorlo, una manciata di pangrattato, la menta , il sale e pepe, mescolare con le mani sino ad ottenere la classica consistenza da polpetta, formare le palline e passarle nelle patate tagliate a cubettini pressando per farle aderire alla superficie della pallotta...se usate le patate grattuggiate forse sarebbe il caso di tuffare le palle in una lega composta da acqua, farina e uova e poi passarle nella giulienne di patate...insomma dopo vanno fritte in olio bollente sino a quando non saranno diventate croccanti...non fate le palle troppo grandi altrimenti dentro non si cucineranno bene, e le patate fuori si bruceranno....buon aperitivo!!!!

sabato 9 gennaio 2010

Un'insalata.....



Per il contest di via delle rose: L'oro nel piatto, ho deciso di riproporvi questa ricetta semplice e tradizionale, ma che allo stesso tempo può dirsi un esperimento...l'insalata si sa che senza la giusta dose di olio, sale e pepe sa di poco..e quindi ogni singolo ingrediente diventa fondamentale, perchè tutti concorrono al gusto unico del piatto, perchè anche se può sembrare facile non è detto che tutto sia equilibrato, e poi a volte si presta così poca attenzione a questo contorno da non destare neanche interesse e invece eccomi qui a proporre un classico della cucina siciliana, in cui sembrerà strano ma ogni cosa deve possedere un sapore nitido e distinto, non a caso sono tutti dei sapori molto forti che vengono mescolati assieme da qualche goccia di olio extravergine d'oliva che rende tutto più omogeneo, meno aspro, che addolcisce il salato della bottarga, ma ovviamente anche l'olio deve essere buono, deve essere corposo e forte tanto da riuscire ad entrare in armonia con gli altri sapori, tanto da essere presente nel palato e rimanervi magari sottoforma di pizzicolio alla gola, ripeto è un'insalata che difficilmente in altre parti d'Italia o del mondo avrà lo stesso sapore se fatta con ingredienti locali siciliani ovviamente, e nonostante la semplicità ogni volta che torno a Palermo è un "lusso" che mi concedo....questo è il ricordo delle insalate che faceva mia nonna con l'olio di casa, quello comprato nelle bottiglie di vetro dell'acqua Fiuggi o nei bidoncini da 5 litri e poi travasato e tenuto negli stipi al buio...questo è un piccolo scorcio di Sicilia che da brava terra del sole ripropone il suo sole anche a tavola...
Per la gelatina di agrumi:
200 g succo d'arancia filtrato

100 g di succo di limone filtrato
4 g di agar
Portate mescolando con una frusta, il composto ad una temperatura di 85°, riponete il tutto in un contenitore e fare raffreddare, mettere in frigo per una notte.
Per completare l'insalata vi servono finocchi piccoli e croccanti, bottarga, olio evo, sale, e una piccola spolverata di pepe...ovviamente potete sostituire la gelatina con degli spicchi di arancia pelati a vivo...in ogni caso non ve ne pentirete!!!

sabato 26 dicembre 2009

Panzerotti croccanti di quaglia con aria di kukicha




Avevo in mente questa cosa da parecchio tempo, ma quando ho visto
che era in corso proprio un contest sul te non ho resistito e dopo aver raccolto tutto il necessario, mi sono messa all'opera...la ricetta è lunga e laboriosa, ma molto semplice da realizzare..l'impasto è poi molto versatile e può essere riempito con una miriade di cose diverse...ho usato il tea kukicha perchè tostato e questa sua tostatura si sente parecchio e dato che la mia intenzione era quella di fare una spuma avevo proprio bisogno di un tea abbastanza forte, e poi perchè immaginandomi i sapori ,prima di fare il piatto, pensavo che questo suo sapore forte/amaro avrebbe fatto risaltare la tenera carne di quaglia senza però coprirne il gusto.....è un finger carino da proporre in un buffet, qui ho messo anche delle cialdine di polenta giusto per avere una base croccante....cominciamo dall'impasto:
170 g farina 00
30 g amido di mais

acqua tiepida q.b.

Impastare tutto sino ad ottenere un impasto morbido quasi appiccicoso...lasciare riposare coperto da pellicola.


Per il ragù di
quaglia:
4 mezzi petti e 4 cosce di quaglia tritati al coltello

1 cipolla piccola

1/2 carota se è piccola va bene 1
1/2 costa disedano

1/2 pomodoro

1 piccola noce di doppio concentrato

vino rosso
alloro
chiodi di garofano
2 grani di pepe di sechuan
olio evo

sale e pepe fresco
Fare soffriggere in olio evo sedano carote e cipolle, aggiungere il pomodoro tagliato a cubetti le spezie e l'alloro, unire le quaglie e sfumare col vino...a questo punto se non avete messo pepe di sechuan e chiodi di garofano in una garza, dovete fare di tutto per recuperarli...sfumare con vino rosso e aggiugere la noce di concentrato, fate asciugare per bene , e aggiustare di sale e pepe...lasciare raffreddare...

Per la brunoise di verdure:
1carota
1/4 peperone

1/2 zucchina genovese (solo la parte esterna)
1 ciuffetto di broccoletti
Tagliare tutto a cubettini piccolissimi , tranne il broccoletto da cui ricaverete dei mini ciuffetti con delle forbici da cucina. Sbollentare le verdure in acqua b
ollente per qualche secondo e freddarle in acqua e ghiaccio..tenerle da parte messe ad ascugare sopra un panno o carta assorbente A parte preparare una piccola quantità di brodo vegetale allo zafferano....

Per l'aria di kukicha:

Bastoncini di kukicha e acqua...

Lecitina di soia

Mettere in infusione i bastoncini per ottenere un infuso molto concentrato e filtrare.

Per le cialdine di polenta:

Preparare una piccola quantità di polenta facendola asciugare molto, e stenderla tra 2 fogli di carta da forno con l'aiuto di un mattarello...infornare a 100° circa e quando comincia ad asciugarsi togliere il foglio di carta che copre la polenta e continuare fin quando non sarà diventata croccante.

I panzerotti:

La pasta deve risultare molto elastica, l'ho stesa con la nonna papera a 4, ho ricavato dei dischetti e li ho farciti con il ragù di quaglia asciutto e freddo e li ho chiusi tenendo la base sul ripiano così che potessero "stare in piedi" consiglio 1 oretta di surgelatore hgiusto per non fargli perdere la forma.

Componiamo il piatto:
Riscaldiamo una padella antiaderente, mettiamo un di olio evo, equando sarà ben caldo mettiamo a croccantare i panzerotti facendoli ben dorare da tutti i lati mettiao da parte e nella stessa padella caldissima mettiamo un mestolino di brodo vegetale allo zafferano fare stringere e unire la brunoise di verdure, aggiustare di sale e pepe. Mettiamo un cucchiaino di lecitina nell'infuso al tea kukicha e con un minipimer frulliamo tutto tenendo inclinato il bicchiere e leggermente sollevato il minipimer....comporre il piatto come più vi piace..io ho messo le cialdine di polenta sotto i ravioli, una riga di verdure ed una di aria di kukicha spolverata di pepe.....




mercoledì 25 novembre 2009

Sushitando.......



Riflessioni, tante riflessioni, tanti pensieri per la testa, tante cose da fare, tanti appunti scritti qua e la, pezzetti di carta che riempiono la mia borsa, disegnini su come potrebbe uscire un piatto, ma per oggi mi sono presa una pausa...OGGI SUSHI...semplice e sobrio, non molto dispendioso e appagante....così con la modica cifra di 20 euro abbiamo fatto circa 20 rotoli quindi fatevi 4 conti...noi siamo arrivate alla conclusione che meglio se il sushi lo fai a casa...è più divertente!!!!Insomma, il punto è se hai voglia di ubriacarti di sushi puoi anche startene comodamente seduta sulle sedie di casa tua a gustare un piatto fatto con il tonno buono di malta, il salmone, e degli scampi che in pescheria sembravano parlarci..senza aver timore di un conto troppo esoso...e fidatevi che abbiamo mangiato circa 18 pezzi ciascuno ed eravamo 2 persone a pranzo e 3 a cena, e sono rimasti altri 4 rolls interi in frigo già pronti per essere tagliati per la colazione dei campioni di domani mattina: SCHERZO OVVIAMENTE, magari per il pranzo andranno più che bene!!!!
Per il riso:
800 g di riso
900 g acqua
300 g aceto di riso
6 cucchiaiate di zucchero
Mettere il riso a bagno e scodare l'acqua, ripetere l'operazione 2 volte, poi metterlo in un pentolino con i 9oo g di acqua e cucinare a fuoco basso, con il coperchio cucinare sino ad assorbimento completo dell'acqua, intanto in un pentolino riscaldare l'aceto e sciogliervi dentro lo zucchero, mettere il riso pronto in una teglia o pirofila e versarvi sopra la soluzione di aceto e zucchero mescolando.....tenere da parte fin quando non si sarà freddato completamente...intanto dedicarsi al taglio del pesce e della frutta, noi abbiamo usato mango e avocado, giusto per mantenerci esotici.....fare i rotolini con l'aiuto dello stuoino di bambù, e tagliarli...mangiare fin quando non si è sazi...il che potrebbe avvenire moooolto tardi!!!!!!


lunedì 18 maggio 2009

Gamberi e novità




Dove sono finita vi chiederete...bhè in un'isoletta tra la Sicilia e l'Africa...che ci faccio? A dire il vero non lo so neanche io, l'unica cosa sicura è che lavoro tanto e mi diverto poco, ma questo lo tenevo già in conto, altro che Dolce Vita, io direi che vita da cani, ma comunque si va avanti e per fortuna i giorni passano velocemente, e così mi viene in mente una strofa di una canzoncina un pò vecchiotta a cui sono tanto affezionata.....e canticchio dopo aver lasciato cadere qualche lacrima vedendo le foto del mio piccolo fratellino..e mi dico che non sono in esilio anche se un pò mi ci sento!!!!!!

"La realtà è evanescente e come lei niente
ma i sentimenti restano condensati dentro l’aria come nuvole che attendono di partorire, gravide come il mio passato, e qui mi perdo ma una cosa resta: io preferisco il cuore alla testa ..."(99posse)

Non ho avuto internet, e soprattutto non ho tanto tempo per scrivere, per cucinare, e soprattutto la casa in cui vivo è un pò buia e questa è una motivazione valida per non avere la voglia di prendere la mia macchina fotografica, così anche se ho fatto qualcosa magari nei giorni liberi, l'ho lasciata sfuggire senza neanche una foto che la immortalasse, pazienza...mi abituerò anche a questo e magari riuscirò a trovare la formula giusta, con il mio set potrei mettermi fuori...no no la gente si farebbe troppe risate gratuite scambiandomi per una folle, meglio evitare!!!!Si cresce, mi dicono, oppure queste sono esperienze che ti aiutano a migliorare..già, prendiamola così, io però ho una gran voglia di tornare a casa mia, e poca è quella di stare qui confinata!!!!Un'estate senza estate, un'estate senza mare vedendo il mare ovunque, caldo che sarà solo fastidio e poco piacere...bhà troppa malinconia, troppa tristezza nell'aria...Vi lascio con questa crudità di gambero rosso mazzarese, un pò alla Ciccio Sultano, e vi assicuro davvero eccezionale

Salsa di mandorle:
130 g d'acqua
60 g mandorle
2 cucchiaiate di olio evo
lasciare le mandorle in acqua per circa 2 ore,frullarle con l'olio e aggiustare di sale, filtrare e tenere

Vi serviranno dei gamberi rossi siciliani, ahimè, sono molto costosi, ma ne vale la pena, come dice il Sultano non togliete il budellino "sa di mare" ed è vero, io ho smeso di toglierlo già da tempo considerandolo un vezzo inutile, come quello di togliere l'anima dell'aglio...ci sarà un motivo se si chiama così no?
Vi servirà anche dello zenzero fresco grattuggiato, polvere d'arancia e fleur de sal da mettere sopra..mi raccomando non marinate il gambero con limone e bla bla bla, perderebbe tutto il suo sapore, così invece i sapori rimangono distinti e puri, senza contaminazioni e alterazioni!!Il tempo manca, ed io non ho volgia di rincorrerlo, buonanotte..qui è già estate da un pezzo ed io ho solo voglia di dormire!!!!

martedì 17 febbraio 2009

Un'insolita insalata




Perdonatemi, se continuo ancora con queste gelatine, ma era l'idea più carina e veloce che mi passasse per la testa in questo periodo faticoso..ho cominciato uno stage in una pasticceria a Palermo e diciamo pure che l'orario di lavoro è un pò pesantuccio, solitamente faccio dalle 7 del mattino alle 14-15, poi la sera mi trasferisco al ristorante dei miei genitori..oggi però sono andata alle 5 del mattino perchè volevo veder fare la rosticceria..insomma mi diverto tra dolci nuovi e tradizionali siciliani, presto vi posterò qualche foto così potrete vedere anche voi in che posto mi trovo!!!Mi piaceva l'idea di imparare un pò di più sui dolci e specialmente sui dolci siciliani, così avendo la possibilità di poter lavorare in una delle pasticcerie migliori di Palermo ho cercato di sfruttare questa possibilità e di investire nel miglior modo possibile il tempo che avrei passato nella mia città..comunque...il cucchiaio qui sopra è l'insalta classica con arance, finocchi e bottarga, resa insolita dalla gelatina di arance, ho condito il finocchio con olio evo, pepe e poco fleur de sal..insomma niente di difficile..anzi un'entratina superveloce da preparare, o un gradevole boccone per un buffet!!!!!

venerdì 26 dicembre 2008

Tartare di sgombro




Torno nella mia superfantastica e temperata Sicilia..ho terminato con qualche mese di anticipo il mio stage e così mi ritrovo nuovamente tra le braccia calorose della mia terra. Non eravamo ancora arrivati al porto di Palermo, ma già fuori sul pontile, nonostante fossero le 6 del mattino si percepiva già il clima diverso, il nostro fresco autunno, il clima che ci vuole poco coperti anche nei mesi invernali..insomma sono scesa dalla nave senza la sciarpa reduce com'ero da quel freddo pungente dell'alto Lazio..ho pensato tra me e me "Ma qui è ancora estate!!!" Già potendo fare un confronto vi dico qui è realmente ancora estate..Sono tornata da una settimana esatta e da brava siciliana ho fatto un tour gastronomico rilevante soprattutto per il mio stomaco che riesce a reggere questi ritmi incalzanti, per questo però ho aspettato il rientro di tutti gli altri emigranti e ci siamo recati a fare l'aperitivo con "stigghiola e birra"...abbiamo continuato con "panino con la meusa" e fritti pastellati vari, ma la botta è stata il giorno dopo cioè quando di mattina mi sono fermata alla Kalsa a comprare la "frittola", insomma mangio tutto quello che mi è mancato in questi mesi, adesso mi manca soltanto lo "sfincionello" dei Candelai e i pezzi di rosticceria...in ogni caso passando a qualcosa di più leggero e sano vi lascio questa ricettina gustosa ed estiva...appena sono tornata ho subito comprato questi sgombretti, una parte sono finiti alla brace, gli altri in queste tartare: In media occorre uno sgombro a persona sfilettato e pulito dalla pelle e dalle lische, per condire ho usato capperi, olive nere, prezzemolo, olio, pepe e fleur de sal..battere tutti gli ingrediente al coltello copparli e condirli con un filo di olio evo e fleur de sal aggiungere un contorno avostro piacimento, io purtroppo per necessità ho dovuto mettere le cozze , ma se li avessi avuti avrei messo dei finocchi tagliati a spicchi sottili o un di lattughina mista colorata...

giovedì 26 giugno 2008

Parmigiana o che?



Dopo averci pensato abbastanza ho deciso di postare questa ricettina..lo chef in questione ,a pausa pranzo terminata, ci raduna e ci dice che in coppia dobbiamo creare un piatto che abbia come tema La parmigiana, io e la mia compagnetta Valentina ci guardiamo impanicatissime e dopo aver confabulato qualche secondo decidiamo all'unanimità di dare vita ad uno sformatino..il difficile era consegnare il piatto entro un'ora dall'inizio della preparazione che comunque avveniva simultaneamente con gli altri colleghi, bhè quando abbiamo cominciato a pensare al piatto non ci siamo rese conto di quanto fosse un pelino complicato, ma il tempo per un ripensamento non c'era e così ci siamo messe all'opera...tutto mi sembra più difficile ora che devo cercare di dare una spiegazione a quello che abbiamo fatto ..cercherò di essere chiara e il più possibile precisa anche se le dosi mi mancano, ma come ben sapete proprio quelle non sono il mio forte...:)
Melanzane
pomodori
basilico
mozzarella
parmigiano
olive nere
stampini in alluminio
olio evo
sale e pepe
albume

Pelare una melanzana con l'economo e tenere da parte le bucce
Friggere delle fette sottili di melanzane in olio di semi abbondante scolarle in uno scola pasta ed asciugarle per benino, e lasciarle riposare...nel mentre sbollentare per qualche secondo i pomodori incisi a croce in acqua bollente, freddarli e togliere la pellicina,eliminare da ogni spicchio i semi e frullare i filetti con un frullatore ad immersione aggiungendo olio evo, sale e tabasco a vostro gusto..poi abbiamo preparato una salsa verde frullando basilico, olio e un di ghiaccio..tenere da parte altri filetti di pomodoro per il ripieno. Pennellare lo stampino in alluminio con dell'olio evo e rivestirlo con le bucce della melanzana saldando i lembi con un poco d'albume spennellato tra una buccia ed un'altra, all'interno mettere una fetta di melanzana sale e pepe, mozzarella tagliata a cubettini, i filetti di pomodoro tagiati a giulienne ed una spolverata di parmigiano, ricominciare con un'altra fetta di melanzana e tutto il resto ed in fine le olive nere tritate..tappare il tortino con un'altra fettina di melanzana fritta mettere in forno a 160° per una decina di minuti..come decorazione potete friggere una giulienne sottile di buccette di melanzane o fare delle cialde di parmigiano..servire il tortino caldo con le salse fredde...tempo di esecuzione 45 minuti..con grande soddisfazione abbiamo finito in tempo!!!!

lunedì 2 giugno 2008

Frittelle di neonata




Qui a roma mi viene difficile comprare il pesce, ancora non ho trovato vicino casa una pescheria che mi ispiri fiducia..quindi trovo giusto postare qualcosa che dalle mie parti è molto buona, una cosa che mi fa letteralmente impazzire, e che mi ricorda mia nonna, che riempiva la grande e luminosa cucina di questo odore forte proveniente dalla frittura della neonata (bianchetti, schiuma di mare..),che ai tempi trovavo pesante..col tempo i miei gusti sono cambiati, ho cominciato ad apprezzare questa meraviglia sino ad osannarla mangiandola cruda o marinata. Le frittelline devono avere un colore ambrato..mi è capitato di trovarle scure sul grigio, chiaramente non a casa mia, ma a quel punto oltre al colore cambia anche il sapore e la consistenza, quindi è fondamentale avere un occhio di riguardo per la frittura. Oltre a questi piccoli accorgimenti è anche necessario che la neonata sia freschissima, ed abbia un odore forte ma gradevole, in questo caso poco importa quale strada decidiate di prendere perchè comunque il risultato è sempre buono...

500 g di neonata
1 uovo
sale e pepe
prezzemolo
1 spicchio d'aglio tritato
olio di semi per la frittura
Unire il tutto in una ciotola, mischiare e formare le frittelline, friggerle qualche minuto per lato...mi raccomando, tappatevi in cucina e aprite tutte le finestre perchè la puzza di fritto inonderà tutta la casa!!!!:)


venerdì 25 aprile 2008

Frittata zenzero e cipolla di Giulietta pasticci




Nonostante il temporale di ieri sera, oggi la giornata è stata fantastica e anche se Palemmo è sempre palemmo, il mio 25 aprile è stato bello, da turista con cartina in mano alla volta di piazze, librerie e fori...la compagnia piacevole, un'altra corsista come me e come me anche siciliana...siamo state anche turiste nel pranzo perchè ci siamo lasciate accalappiare da uno di quei ristoranti in cui nessun cliente è romano, fortunatamente la mia amatriciana era decente e pesante, ma credo che così debba essere dato che si usa una parte del maiale molto grassa, la mia amica ha pranzato con una carbonara...ci siamo mantenute leggere per il giro turistico..:)!!!invece la ricetta che vi posto è così semplice che non ha neanche bisogno di spiegazioni, ma ringraziamenti si perchè questa signori miei "è la frittata degli scarti di giulietta pasticci" come lei stessa dice nei commenti, che io ho dimenticato di ringraziare (aggiungo questa frase a posteriori)...ho fatto una frittata da due uova ho aggiunto formaggio grana, prezzemolo, sale e pepe, zenzero e cipolla tagliati a sfoglie sottili, ho fatto riscaldare la padella sulla quale ho versato un goccio d'olio evo e steso la frittata che ho arrotolato man mano..una variante ottima è con zenzero e semi di papavero...


Un ringraziamento specialissimo lo mando a sweetcook di deliziando che mi ha premiata, la ringrazio tantissimo per le parole che ha usato e proprio per questo do questo premio a tutti i blogger che hanno fatto della cucina la loro passione perchè sarebbe riduttivo scriverne 2..sono troppo pochi, ogni blog ha un suo perchè, una sua storia e le sue particolarità, non c'è blog in cui non trovi qualcosa di speciale, qualcosa che mi fa dire "che meraviglia" o "che bontà" o "magari riuscissi a farlo anche io"..tutti quelli in cui vado, in cui scrivo, ne potrei scrivere almeno una trentina e di sceglierne due proprio non se ne parla...bacio a tutti





sabato 5 aprile 2008

L'utimo post palemmitano


So che non dovrei essere così, so che il mio stato d’animo dovrebbe essere alle stelle, ma mi sento così tesa…forse perché tutto è stato troppo ragionato, tutto troppo pensato e curato, ogni cosa sistemata e quindi???? Ok partirò domani, partirò con la mia macchinetta e mio padre mi farà compagnia..bhè poi c’è il problema del ristorante: siamo senza un cameriere fisso, e quindi al momento c’è ezio, un amico nostro, che ci sta dando una mano in questo periodo di ricerca, ma chiaramente qualcuno si deve trovare..anzi se qualche ragazzo di palermo leggesse il blog e fosse interessato può contattarmi lasciando un commento.


E così sono giunta all’ultimo post palermitano, lo scrivo di sabato dato che non ho avuto il tempo materiale di aggiornare il blog, perchè tra il lavoro, gli amici, famiglia e manfre che intanto ha anche fatto il compleanno non è che mi sia rimasto molto tempo anzi a dire la verità in questi ultimi giorni ho dovuto fare l’impossibile, i salti mortali…comunque la ricetta che vi lascio è qualcosa che con questo periodo ambivalente ha molta attinenza, ambivalente per quanto riguarda emozioni e sensazioni, parlo di felicità e tristezza, di dolce e salato che a volte si fondono in un tutt ’uno per creare armonia, sapori apparentemente discordanti che una volta uniti formano un connubio indissolubile, un po’ come il mio flusso di coscienza attuale che comunque sia sfocerà in qualcosa di nettamente positivo…

Composta di pere e noci:
4 pere kaiser, uso queste pere perché meno dolci rispetto alle altre varietà
La metà del peso delle pere in zucchero
Una spolverata di cannella
Acqua necessaria per coprire le pere
Una manciata di noci tritate


Sbucciare le pere e tagliarle a pezzetti piccolissimi, ricordate che le kaiser sono molto sode quindi non fate
pezzettoni, passarle in un tegame e coprirle con acqua quindi farle cucinare a fuoco medio sin quando l'aspetto non sarà quello tipico della composta se l'acqua dovesse evaporare prima aggiungerne altra ma assicuratevi che prima di aggiungere lo zucchero le pere si siano completamente disfatte, in genere passa un oretta circa, a questo punto unire lo zucchero e far cucinare a fuoco basso mescolando spesso in ultimo aggiungere la cannella e le noci tritate..mescolare fin quando la composta non avrà raggiunto una colorazione ambrata..servite fredda con pecorino romano e pane casereccio...ci vediamo a roma!!!


mercoledì 26 marzo 2008

Sushi



Come promesso, anche se con un di ritardo eccomi pronta a lasciarvi le ricette dei piatti che ho preparato la settimana scorsa..la prima che vi scrivo è quella del sushi, ma ormai penso che lo sappiate fare quasi tutti..
Per il riso:
300 g di riso per sushi
330 ml di acqua
aceto di riso
zucchero

Mettete il riso in un colino e passatelo sotto l'acqua affinchè questa non risulti limpida, e lasciarlo riposare per mezz'oretta, trascorso questo tempo mettere il riso e tutta l'acqua in un tegame e farlo cucinare sempre con il coperchio a fuoco medio sino al totale assorbimento dell'acqua, a cottura ultimata travasare il riso in un tegame più largo o su un tagliere e allargarlo, mentre aspettiamo che si raffreddi, facciamo sciogliere in un tegamino qualche cucchiaino di zucchero in 100 ml di aceto di riso a fuoco basso,fate raffreddare e quando il riso sarà ormai freddo unite una parte dell'aceto al riso e mescolare, chiaramente assaggiate perchè il sapore dell'aceto deve fungere da sottofondo e soprattutto non unitelo tutto...fate raffreddare completamente...

Nigirisushi:
Preparare dei filettini di pesce a vostra scelta, con le mani bagnate prendere delle piccole qualtità di riso e pressarlo tra le mani sino a formare una pallina, posizionare al di sopra di questa un filettino di pesce e chiudere la pallina nella pellicola trasparente, il più stretto possibile in modo da compattare ulteriormente il riso.

Makisushi
servono dei fogli di alga nori, che io divido a metà perchè interi vengono fuori dei rotoli abnormi, divisi in due i bocconcini sono adatti a qualsiasi tipo di bocca, pesce tipo tonno o salmone tagliato a striscette lunghe quanto l'alga nori, e poi il ripieno che desiderate io solitamente metto una striscetta di carota e basta. Posizionare l'alga sullo stuoino di bambù con la parte lucida rivolta verso il basso, disporre uno strato di riso non spesso specie se utilizzate mezzo foglio e al centro disporre il ripieno, arrotolare con l'aiuto dello stuoino e far aderire bene il foglio di nori al riso , fino a quando il foglio non si sarà completamente inumidito, lasciare riposare per qualche minuto e tagliare i rotolini..ho tagliato il rimanente salmone in piccoli trancetti che ho scottato solo da un lato.Accompagnare con salsa di soia, zenzero, wasabi...mi sono resa conto che fare il sushi è veramente facile a proposito ringrazio il blog Cucina giapponese che mi ha messo sulla retta via per quanto riguarda questa pietanza e da cui ho tratto l'immagine esplicativa qui sotto!!!




martedì 11 marzo 2008

Cucchiai di nunnata




La neonata è veramente uno dei miei cibi preferiti, è pura, non contaminata ed ha un sapore inconfondibile, di quelli che necessariamente non devono essere mischiati con nessun altra cosa perchè mangiata semplice è ancora più buona, chiaramente qui a palermo è freschissima e mia mamma dice che quella di questo colore così argenteo è tipica della neonata di sarde...se lo dice lei che è figlia di pescatore c'è da crederle!!!Comunque ritorniamo a questa meraviglia che trovo essere deliziosa, pensate che da piccola la odiavo, sia così che fatta a frittelline non parliamo poi della pasta, ma adesso sono tutte cose che adoro e a cui probabilmente non saprei resistere:come si cambia eh?!?!Quindi quello che vi posto oggi è una cosina semplice semplice, che presentata durante un aperitivo fa la sua figura perchè come la carta da parati arreda così la neonata anche da sola fa scena!!!Allora è fondamentale un bel filone di quelli di rimacino con la crosticina croccante, che nella foto è venuto un allumato, la neonata mi raccomando che sia freschissima altrimenti perde, poi occorrono sale pepe, un filo di olio evo, prezzemolino, limone: spremete il limone sulla neonata, salate e pepate, aggiungete un filo d'olio evo e lasciate marinare per pochi secondi tipo meno di un minuto, mescolate così che il limone possa marinare tutta la massa gelatinosa servite in dei cucchiai monoporzione o in un piatto da portata, spolverate con il prezzemolo e accompagnate con il pane!!!che bontà...


mercoledì 5 marzo 2008

Cozze stufate allo scalogno..e cena a base di pesce



Devo dire che l'immagine del libro da cui ho preso questa ricetta è deliziosa tanto quanto il sapore, la ricetta è tratta da "la prima grande cucina creativa" di Girardet ( edito da giunti ed.), ed è veramente un' ottima variazione alla solita pepata o alle solite cozze gratinate, che io adoro, ma che sono AAANTIIICHEEE...sch
erzo in realtà ero talmente attratta dalla foto del libro che ho resistito ben poco, e finalmente al momento opportuno le ho preparate...vi scrivo la ricetta facendo più o meno fede al testo:
Per 4 persone:

Cozze di scoglio piccole 2 kg
vongole 300 g
scalogni 2

vino bianco 2 dl (forse la metà)
timo
prezzemolo

burro 130 g
sale & pepe

Affettare a velo gli scalogni. Pulire cozze e vongole sotto l'acqua corrente e lasciatele a riposo per un pò. Mettete il trito di scalogno in un tegame con 30 g di burro e fatelo sudare , alzate la fiamma e unite le cozze e il timo, sfumare con il vino bianco e pepate, far evaporare, incoperchiate e scuotete un paio di volte. Dopo che si saranno aperte scolate le cozze e filtrate la loro acqua di cottura. Aprire le vongole allo stesso modo e unire il loro liquido di cottura a quello delle cozze. Far ridurre il sughetto a 1dl, al termine aggiungere 100 g di burro e farlo sciogliere e se il caso un pò di farina se il tutto è ancora troppo liquido. Io a questo punto ho aggiunto una punta di zafferano, regolare di sale e pepe. Staccate una delle due valve delle cozze e lasciate le vongole intere (io non ho usato le vongole e neanche i canestrellli quest'ultimi per motivi etici). Sistematele su dei piatti caldi e cospargete i molluschi con il guazzetto emulsionato e con abbondante prezzemolo.

Invece questa è la cena di ieri sera, chiaramen
te è solo una parte poi non ho avuto più tempo di fare le foto dovevo aiutare la mamma, servire gli invitati e tutte le cose che si fanno quando si hanno persone a cena...oltre a quello che vedete c'erano a anche gamberoni rossi alla griglia buonissimi e ricciola al forno semplice ma buona, seppie alla griglia e in più carne di vitello e maiale e le famose "stigghiola" chi è delle mie parti capirà di che sto parlando...degno di mensione è il nostroportarotolo con la mucchetta!!!chiaramente cliccando suogni foto l'immagine s'ingrandisce..ciaoo



lunedì 3 marzo 2008

Bicchierini di crema ai funghi e vellutata di patate




Purtroppo , come dicevo qualche giorno fa a Liquirizia , mi capita spesso di cucinare ad occhio, è terribile perchè quando l'esperimento riesce bene ed ha un buon sapore ti penti di non aver preso le misure necessarie per poi scrivere un post...sono proprio sbadatella, ma anche questo è un vizio di famiglia, mia mamma non pesa mai niente, cucina velocemente, e non si sa come vengono fuori sempre delle cose buonissime...allora quello che è sicuro è che sotto ci stanno i funghi e sopra le patate: ok!!!
Per 4 bicchierini circa:
Per la vellutata di patate ho usato 3 (circa) patate lesse, pelate e passate, un paio di cucchiai di panna fresca e latte a seconda della densità che si vuole raggiungere, sale, pepe e noce moscata...e fino a qui diciamo che me la sono cavata!!!!
Per la crema ai funghi ho usato 4 funghi, un pò di porcini disidratati (dato che non è periodo) li ho tagliati grossolanamente e fatti soffriggere in olio evo e mezzo dado all' aglio e prezzemolo, ho aggiunto un pò di latte e ho frullato il tutto, se è il caso aggiustare di sale, ho piastrato lo speck sino a farlo diventare croccante anche se la prossima volta penso di saltarlo in padella....qualche cosa la ricordavo fortunatamente, però quant'è difficile quantizzare!! In realtà la prima volta che ho mangiato questa vellutata, la signora Urania (la mamma di una mia amica) la servì in delle ciotole da zuppa, con i funghi al centro del piatto e accompagnata con crostini di pane tostato...a dire la verità molto, ma molto buona...buon inizio settimana a tutti.


mercoledì 27 febbraio 2008

Le piadine dell'escursione



Sabato abbiamo fatto un'escursione con Daria (la prof.di paleontologia dei vertebrati), l'escursione prevedeva una visita alla riserva naturale dello Zingaro ed in particolare alla grotta dell'Uzzo. Così armati di macchine e di buoni propositi siamo partiti di buon'ora alla volta di S.Vito lo Capo, fortunatamente la giornata è passata senza neanche l'ombra di una nuvola e le foto lo testimoniano, anzi a dire il vero c'era piuttosto caldo così tanto che abbiamo abbandonato sciarpe, giubbottini etc etc... e pensare che era il 25 di febbraio: ASSURDO!...così io da brava il pomeriggio precedente ho preparato queste belle piadine da portare come pranzo da mangiare tra un femore di cervo e un dente di maiale, bhè sono queste le cose che abbiamo trovato "così sparse sulla superficie d'entrata della grotta" a dire la verità anche molte altre cose, ma questa è un'altra storia!!!!In ogni caso vi lascio la ricetta delle piadine e vi delizierò con qualche altra foto (per le foto ringrazio Daria, Giuseppe, Riccardo e Protopapas).

Per circa 10 piadine:
500 g di farina bianca
60 g di strutto

125 ml di latte
125 ml di acqua
1 cucchiaio scarso di bicarbonato di sodio
10 g di sale

Impastare il tutto per un pò, la massa risulterà scabra e non liscia, non vi preoccupate penso che l'impasto debba venire così...Accendete una piastra da creepes o scaldate una padella antiaderente. Dividete la massa in 10 palline che stenderete con un mattarello e molta farina, ricordatevi ti tirare la sfoglia il più possibile quasi a rasentare la trasparenza perchè qua
ndo le metterete a cuocere si restringeranno molto e gonfieranno, per la forma aiutatevi con un piatto. Quindi riepilogando stendete la sfoglia, ritagliatela con il piatto, e cucinatela subito non aspettate di averle stese tutte altrimenti si restringono...


Meravigliosa goletta proprio all'entrata della riserva da notare il sole (se cliccate sulla foto si dovrebbe ingrandire), una meravigliosa foto di gruppo dei geologi+geologi per la protezione civile(al centro in basso c'è la prof...lo so che non si capisce!!!), poi ci siamo io riccardo e giovanni alias l'assistente di daria e dulcis in fundo una panoramica della grotta.


Non potevo non mettere questa foto, ecco due geologi alla fine della MISSIONE...a sx abbiamo giuseppe a dx il simpatico, l'inimitabile, l'incravattato (stranamente qui no) giovanni...ciaoooo


lunedì 25 febbraio 2008

Bouquet di carciofini




Penso che i carciofi siano una delle cose più buone dell'inverno, allora perchè non prolungare questa goduria oltre la loro stagionalità senza ricorrere a serre e fertilizzanti? Il momento più adatto per agire è quando il prezzo dei carciofi cala un pochino, allora a quel punto se ne comprano un bel pò, io preferisco comprare dei carciofi piccoli così il lavoro è dimezzato, in caso proprio non li trovate usate quelli grandi tagliati in 4 parti e puliti facendo attenzione a togliere le barbette, spellare i gambi e tagliare le foglie in modo da elimenare tutte le spine grosse, via via che li pulite metteteli in un recipiente pieno di acqua e limone...la ricetta è gentilmente fornita dalla mamma del mio amico protopapas:

Per ogni bicchiere d'acqua due d'aceto (io ho fatto volutamente al contrario)
sale
carciofi
olio evo o di semi ,quello che preferite
barattoli sterilizzati in acqua bollente e poi fatti asciugare in forno.

Preparate la salamoia con acqua, aceto e sale e portatela ad ebollizione calate i carciofini e fateli bollire per 15 minuti circa se li mangiate "al dente" altrimenti qualche minuto in più, scolateli per benino e metteteli atesta sotto, sopra un panno così che potranno perdere tutta l'acqua della cottura (mezza giornata a testa sotto)...imbarattolare e aggiungere l'olio, chiudere i barattoli e mettere in frigo o al buio, aspettare che il periodo dei carciofi finisca e cominciare ad usarli nelle insalate, da soli come antipasto o aperitivo io li mangerei sorseggiando un gin fizz o un daiquiri!!!